Il più grande catalogo di libri di poker tradotti in italiano Logo

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Chi siamo

Saremo brevi. Traduciamo letteratura di nicchia dal 2002. In pochi anni ci siamo imposti come più completa vetrina a livello di Terrace Culture e culture giovanili inglesi legate al football. Dal 2007 abbiamo iniziato anche a costruire un catalogo di libri sul poker, che nel frattempo non smette mai di ampliarsi, contribuendo (speriamo) nel nostro piccolo alla moquettizzazione culturale del movimento pokeristico di casa nostra. Deteniamo i diritti di traduzione di alcuni fra i più famosi e celebrati manuali di poker grazie a partnership esclusive con Two Plus Two Publishing, Cardoza Publishing, Huntington Press, Imagine Books, oltre ad avere canali preferenziali con D&B e altre case editrici statunitensi che si occupano di poker. Segni particolari? Cerchiamo di fare della soddisfazione del cliente/lettore il nostro più sfavillante biglietto da visita.

La nostra sede è a Rovereto (TN), Via Mascagni 12, ma non effettuiamo vendita diretta.

nella foto l'editore: Giulio Ravagni, Seven Card Stud Event, WSOP 2008, Las Vegas

Giulio Ravagni

Di seguito, e in attesa di ampliare le notizie relative alla nostra avventura editoriale, riportiamo integralmente l'intervista rilasciata da Giulio Ravagni a Poker Sportivo nel 2010.

Ciao Giulio, tu sei il primo editore italiano (Boogaloo Publishing) che si è occupato della traduzione dei best seller sul poker. Cosa ne pensi di questo grande boom? Penso che sempre più gente si sta avvicinando al poker, e che quindi per forza di cose sempre più gente si rende e si renderà conto che chi studia poker (libri ma non solo) mediamente ottiene risultati migliori di chi non si prende il giusto tempo per approfondire le dinamiche e le strategie di gioco; detto questo, osserviamo tutti un minuto di silenzio per gli assi scoppiati. Il risultato  parrocchiale di questo boom è che vendiamo sempre più libri certo, ma quello che sta finalmente per spiattellarsi sotto il naso di un'intera nazione è l'evidenza scolpita nel marmo dell'ottusità: il poker è un giuoco di abilità!   

Come ha inciso sul tuo lavoro questa diffusione? Io fino al 2006 i libri di poker me li compravo (per uso e abuso personale) in lingua originale. Tuttavia, pur conoscendo la lingua, ho trovato comunque sempre complesso studiare su testi scritti in inglese (arrivando al paradosso di redigermi appunti personali che mi permettessero di assimilare ed elaborare quanto apprendevo da un testo piuttosto che da un altro). Voglio dire, non è un qualcosa che ti leggi per passare il tempo. È roba tosta, c'è da studiare, e quando sbagli non è che ti danno un brutto voto, ti levano soldi.  Io non so altri, ma io se devo studiare qualcosa preferisco farlo su testi in italiano, per mia esclusiva comodità e facilità di apprendimento (chi studia in inglese e apprende con estrema facilità, bravo lui). Senza macchiarmi di bullaggine, credo si possa ammettere che fino al 2007 c'era.... giusto qualcosa di ultra generico, per sempre valido ma molto generico. E comunque pochissimo, non sempre facilmente reperibile,  e in ogni caso assolutamente non rispondente alla sete di sapere di una piccola nicchia di potenziali lettori vogliosi di testare una overbet editoriale rivoluzionaria e senza rete (ricordo altresì che siamo partiti firmando in una volta sola contratti per un blocco di sette libri; very loose aggressive... il Dott. Schoonmaker ci avrebbe presi a bacchettate!). Senza ombra di smentita il nostro lavoro ha dato finalmente la possibilità di studiare poker ad alto livello anche in italiano, e ha sdoganato la reperibilità di testi di studio, aprendo di fatto un nuovo mercato editoriale. Quando nel 2007 abbiamo tradotto e pubblicato No Limit Theory and Practice di Sklansky/Miller è stato credo il giorno più importante per il movimento poker italiano, l'alba di un nuovo giorno. Il poker planava sui banchi di scuola... ricreazione soppressa su richiesta dell'assemblea di istituto.  

Finalmente accanto a libri tecnici, sugli scaffali delle librerie troviamo anche narrativa legata al gioco del poker. Non hai mai pensato di dedicarti anche alla promozione di nuovi talenti capaci di raccontare in un romanzo storie di poker? Per lungo tempo abbiamo valutato la cosa, ma poi con grande rammarico ci siamo dovuti arrendere all'idea che con tutti i libri americani che avevamo già comprato dovevamo concentrare ogni nostro sforzo sulla pubblicazione di titoli che figuravano già di fatto nel nostro catalogo virtuale (in quanto li avevamo già pagati) ma attendevano ancora di essere tradotti e pubblicati. Le pressioni del nostro ufficio contabilità e dei lettori che attendevano un determinato libro hanno sempre agito da salutare deterrente. Già ce le sentiamo quando un titolo magari slitta di un mese, figuriamoci quante me ne sarei sentite se avessi posticipato Negreanu per pubblicare un romanzo. Mi sarebbero venuti a prendere sotto casa!  Se non altro stiamo  per lanciare una nuova collana no-strategy dedicata alle biografie di grandi giocatori (inizieremo con la biografia di Stu Ungar e l'autobiografia di Mike Matusow). Storie vere che sembrano romanzi.  

Ci puoi raccontare il duro lavoro di selezione di un editore? Come scegli i tuoi libri? Duro lavoro?!? Che sia l'ultima volta che mi parli così davanti ai miei amici! Pur non negando che il mio personale lavoro sia a volte impegnativo in fase di produzione, l'aspetto della selezione testi (che curo personalmente) è il paradiso in terra, una pioggia di assi. In pratica mi pago per leggere dei libri, chiamami scemo; e in più questi libri spesso mi vengono recapitati da hostess coi baffi della UPS sullo zerbino di casa uno o due mesi prima di essere pubblicati negli USA. Solo primizie! Ovviamente leggendo un libro non posso essere in grado di sezionarne i contenuti verificandoli sul campo, ma posso comunque farmi un'idea generale e quanto più accurata del materiale trattato e di come viene proposto al lettore. Poi appena un libro viene pubblicato in USA sondiamo le impressioni dei lettori americani attraverso gli ottimi contatti con diverse librerie specializzate d'oltreoceano. Shakerando il tutto riusciamo a prendere una decisione. Per dovere di cronaca ci sono anche titoli che prendiamo al buio (quasi straddle direi) prima ancora che vengano pubblicati in USA. Per fare un esempio, questa estate in USA usciranno un nuovo Harrington dedicato al 6-max, e un libro di Wasicka sul Heads-Up, che noi abbiamo già comprato senza averli letti (uno, due, tre.... panico).  

Quale libro ogni amante del poker dovrebbe assolutamente leggere? L'autobiografia di Fabio Bianchi scritta da Grandealba, semplicemente commovente il capitolo sul poker cinese.  

Ultima domanda, hai qualche progetto nel cassetto? Qualche? Qui siamo in piena attività eruttiva. Prima di tutto passeremo alla carta riciclata, e ci tengo particolarmente a specificare "riciclata in Italia": Operazione "Green Heart, Green Felt". Te lo vedi il logo che non si capisce niente? Un grosso cuore verde che pulsa su un panno verde (so già che me ne sentirò per sempre dai nostri grafici). A livello ecologico siamo quasi drawing dead, ma se non altro visto che fondamentalmente vendiamo opere di autori stampate su carta, io in qualità di boss della Boogaloo mi sono sentito di fare questo passo. Chiaramente la carta che useremo sarà top quality, cara come la morte, ma la buona notizia è che questa nostra scelta ce la pagheremo noi, difatti i costi extra non andranno a far aumentare i prezzi di copertina. Anche perché in quanto a prezzi siamo già alti. Ma anche in questo caso c'è una buona notizia. Mi rendo perfettamente conto che i nostri manuali di poker non costano poco, e appena sarà possibile attueremo un graduale abbassamento dei prezzi al pubblico. Questo tipo di prezzo  (attualmente alto) è comunque quello che ci ha permesso di espandere velocemente il catalogo poker, potendo contare sul fatto di rientrare dei costi di un singolo libro in tempi non biblici, e continuando a reinvestire in nuovi titoli (a fine 2010 avremo fatto una quarantina di titoli poker in 4 anni). Un'altro progetto che mi ronza in testa da parecchio tempo è quello di assemblare un Boogaloo Poker Team. Ovviamente non abbiamo le risorse di una poker room, quindi pagheremo tuttalpiù il buy-in per un cono gelato (oops, scusa Popposoft, volevo dire ghiacciolone). Però offriremo visibilità inimmaginabile e divise "get down" multilivello personalizzate. Real Superchic Poker Extravaganza. Ormai non si sente parlare d'altro che di sponsorizzazioni e allora per sdrammatizzare vorrei un team fatto di giocatori sì, ma fatto soprattutto di personaggi. Se poi qualcuno sarà anche fortissimo potrà trovare uno sponsor con la $ maiuscola. Saremo un simpatico trampolino di lancio.

Per chi volesse scoprire qualche gossip in più sulla nostra casa editrice, segnaliamo quella che è stata in assoluto la prima intervista rilasciata da Giulio Ravagni dall'inaugurazione del catalogo poker della Boogaloo Publishing. L'intervista è stata rilasciata nel 2009 a Chiara Nicolodi per Poker News Italia. http://it.pokernews.com/poker-forum/topic11915/  



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